giovedì 3 ottobre 2013

L'NSA ammette: non erano veri i dati sul terrorismo che giustificavano lo spionaggio massivo

3 Ottobre 2013.
Incalzato da Partrick Leahy, il presidente della Commissione giustizia, ieri Keith Alexander il direttore della NSA ha ammesso che le informazioni sui complotti terroristici usati per giustificare lo spionaggio massivo effettuato dall'NSA, erano fuorvianti.

"Non ci sono prove che le registrazioni di massa abbiano contribuito a sventare decine o anche molti piani terroristici" ha detto Leahy.
E ha poi chiesto al capo della NSA di ammettere che solo 13 dei 54 casi citati precedentemente come complotti sventati fossero realmente i frutti del vasto sistema di sorveglianza di massa:

"Questi non erano tutti dei piani, e non erano tutti piani sventati", ha incalzato Leahy "Lei è d'accordo con questo, si o no?"

"Si" ha replicato Alexander.

Come fa notare Natasha Lennard su Salon.com: "Questa è la prova di quanto molti di noi hanno sostenuto da tempo: che sotto la fragile apparenza di una guerra al terrorismo, lo stato di sorveglianza si è consolidato con nessun rispetto per un onesto rapporto con il popolo americano".